Il quotidiano 21.09.2014 Sollazzo

Il quotidiano 21.09.2014 – Greta Sollazzo e la luce in fondo al tunnel dell’anoressia

Il quotidiano 21.09.2014

 

Leggi la trascrizione

Un libro al mese

L’incontro con la scrittrice all’archivio di Stato

Parlare di anoressia attraverso le testimonianze di chi ha toccato il fondo e poi lo ha risalito, produce un impatto emotivo rilevante.

All’archivio di Stato, l’associazione Vibonese “L’isola che non c’è” ha organizzato, nell’ambito della consueta tappa di “Un libro al mese”, l’incontro con la giovanissima Greta Sollazzo, autrice de “La luce in fondo al tunnel”: “Il volume – ha spiegato – si prefigge l’obiettivo di far comprendere a ragazzi ed adulti come, delle volte, l’inizio di una semplice dieta possa condurre al baratro”.

infondere speranza con l’esempio della propria vita, duramente messa alla prova da una malattia subdola e vigliacca: “Il primo passo per la guarigione è certamente l’accettazione del problema a cui deve necessariamente seguire la richiesta di aiuto e la voglia di riscatto. Se non parte da dentro, uscirne diventa difficile”.

 Un ruolo fondamentale del percorso di recupero viene svolto dai familiari, dagli specialisti e dagli amici: “Bisogna dare peso alle parole dell’altro, bisogna averne cura. Senza la mia famiglia, con ogni probabilità oggi non sarei qui”.

Un male, quello dell’anoressia, che può generarsi da diversi fattori come la non accettazione del proprio corpo nel periodo dell’adolescenza. Anche lo sviluppo di modelli negativi e la celebrazione del culto della snellezza come canone supremo hanno contribuito ad innescare nei giovani la smania di apparire: “Non è detto che le situazioni familiari difficili portino a disturbi del genere. io avevo una vita normalissima, genitori che si amavano e si amano, tuttavia mi sono ritrovata dentro senza accorgermene”, ha continuato la Sollazzo rimarcando: “Cogliere i segnali di disagio può davvero fare la differenza”.

Cesare Bianco, cardiologo, ha evidenziato quanto sia raro trovare soggetti in grado di raccontare periodi così bui della propria esistenza: “Quando si è dentro al tunnel ci si trova in uno stato di dissociazione mentale rispetto alla propria biologia”.

La difficoltà a parlare con se stessi e non comprendersi può portare a disturbi dell’alimentazione: “L’organismo soffre e lancia chiari messaggi come la caduta dei capelli che non vengono colti se non dalle persone che ci stanno accanto”.

L’evento, introdotto da Vincenzo Misitano in qualità di direttore Archivio di Stato, ha messo in risalto la forza e la vulnerabilità dei giovani e di come la speranza sia frutto della condivisione, della solidarietà.

La completa guarigione significa acquisire maggiori consapevolezza del proprio valore: “Come associazione vogliamo insistere sulle problematiche sociali, sull’importanza dell’integrazione e del sostegno disabili. Gli eventi in programma assurgono proprio a questo compito”, ha concluso Concetta Silvia Patrizia Marzano presidente de “L’isola che non c’è”, nel ricordare il prossimo appuntamento previsto ad ottobre, in cui si ospiterà Alessandro De Virgilio con “le quattro Giornate di Catanzaro”.