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Pensiero e concetti di Diego Vian

Pensiero e concetti, proseguono gli articoli che uniscono il linguaggio e la comunicazione alla psicoterapia e alla psicologia del nostro Diego Vian

 

Quando si parla di pensiero e concetti, il riferimento si indirizza a due prodotti della mente umana e quindi del cervello, che nel corso della storia, come per il linguaggio, ha saputo creare forme e strutture sempre più complesse.

E nello specifico cos’è il pensiero?

Il pensiero può essere concepito come il linguaggio della mente.

A partire da questa definizione, è opportuno sottolineare come esiste più di un tipo di linguaggio. Uno è il flusso di frasi che ci sembra di ascoltare nella nostra mente, o pensiero proposizionale, definito in questo modo perché esprime una proposizione o un’affermazione; un altro, il pensiero per immagini, corrisponde ad immagini, nello specifico visive, che la nostra mente è in grado di farci vedere.

Gli studi eseguiti sul pensiero negli adulti hanno messo in luce queste due modalità: in particolare quella proposizione. È possibile pensare ad una proposizione come ad una formazione concreta, ad esempio, “la mela è un frutto”. Non richiede particolare sforzo notare che un pensiero come quello inserito poc’anzi, è composto da concetti come mela e frutto, uniti in maniera specifica. Tuttavia, per comprendere il pensiero proposizionale è necessario dapprima comprendere i concetti che lo compongono.

E allora cos’è un concetto?

Un concetto rappresenta un’intera categoria; è un insieme di caratteristiche associate ad una specifica categoria. Il concetto di frutto, ad esempio, è evidenziato dalla caratteristica di avere una particolare forma e colore.

I concetti servono ad alcune delle più importanti funzioni della vita mentale. Una di queste è dividere il mondo in unità manipolabili (economia cognitiva). Questo significa che, data la ricchezza di oggetti differenti che ci circondano, se li trattassimo come unità distinte, ne saremmo presto sopraffatti. E ad esempio volessimo definire ogni singolo tipo di mela con un nome specifico, è così per tutti gli altri oggetti, il nostro vocabolario starebbe così gigantesco, che nessuno di noi sarebbe più in grado di comunicare.

La categorizzazione

Questo è il presupposto e permette di introdurre il concetto di categorizzazione, ovvero il processo d’assegnazione di un oggetto ad un concetto. Quando categorizziamo un oggetto, lo trattiamo come se avesse molte delle caratteristiche associate al concetto, incluse quelle che non possono essere direttamente percepite. Ed ecco che una seconda importante funzione dei concetti è che ci permettono di predire informazioni che non sono immediatamente percepibili (potere predittivo). Andiamo un po’ di più nello specifico. Il concetto di mela si associa a caratteristiche difficili da percepire, come avere dei semi ed essere commestibile, ma anche a proprietà immediatamente percepibili come essere rotonda, avere un colore peculiare e provenire dagli alberi.

È quindi possibile utilizzare le caratteristiche osservabili per categorizzare un particolare oggetto come mela (è rossa, rotonda e nasce negli alberi) per poi dedurre che quell’oggetto ha anche delle proprietà meno visibili (ha i semi ed è commestibile). Tutto questo ci permette di affermare che i concetti offrono la possibilità di andare oltre l’informazione percepita. Il linguaggio umano inoltre possiede concetti per indicare attività come dormire, bere, leggere ecc…, e parole astratte come verità, giustizia, nonché il linguaggio matematico. In ciascun caso, sappiamo qualcosa sulle proprietà comuni ad ogni membro del concetto, nella misura in cui, tali concetti si associano in genere ad una singola parola. E questo ci permette di comunicare con rapidità le esperienze che viviamo nel quotidiano.

Prototipo e nucleo

Per rimanere sul tema del concetto, è opportuno sottolineare, i due gruppi che lo caratterizzano. Uno costituisce il prototipo del concetto, cioè l’insieme delle caratteristiche descrittive dei migliori esemplari del concetto. Nel concetto “mela”, ad esempio, il prototipo potrebbe comprendere caratteristiche come frutto maturo, del gusto dolce raccolto dagli alberi. Il prototipo è ciò che di solito viene in mente, quando pensiamo al concetto. Ma, mentre le caratteristiche del prototipo possono essere vere per l’esemplare tipico di mela, chiaramente non corrispondono a tutte le mele(poiché una mela, ad esempio, può avere un gusto più asprigno, e una forma più o meno rotonda). Questo ci porta a concludere che un concetto deve possedere qualcosa in più del prototipo. E questo qualcosa in più è il nucleo, che comprende le caratteristiche essenziali per far parte di un concetto. In altre parole: il nucleo del concetto di mela include probabilmente la caratteristica di essere un frutto, proprietà essenziale per appartenere a questa categoria.

E come apprendiamo i tanti concetti conosciuti?

Possiamo apprendere un concetto in modi diversi: o ci è stato esplicitamente insegnato qualcosa sul concetto oppure lo prendiamo grazie all’esperienza. Il modo in cui apprendiamo dipende da cosa stiamo imparando. È probabile che l’insegnamento esplicito sia il mezzo con cui acquisiamo il nucleo dei concetti, mentre i prototipi li apprendiamo grazie all’esperienza. Anche in questo caso un esempio ci può essere d’aiuto; da bambini i genitori ci spiegano che, chi rapina una banca, è una persona che non vuole lavorare e sottrae i soldi altrui senza l’intenzione di renderli (il nucleo), ma le nostre esperienze dirette ci possono portare ad aspettarci che un rapinatore sia una persona violenta, pericolosa e senza scrupoli (il prototipo).

E per rimanere sull’importanza dell’esperienza, è possibile mettere in luce due modi diversi per prendere un concetto. Il modo più semplice è denominato strategia degli esemplari, E possiamo illustrarlo con la situazione in cui dei bambini impariamo il concetto di “mobili”. Quando da bambini ci imbattiamo in un esemplare conosciuto, ad esempio, un tavolo, ne immagazziniamo la rappresentazione. In seguito, quando dobbiamo decidere se un nuovo oggetto, ad esempio una scrivania, Un esempio di mobile, stabiliamo la somiglianza tra il nuovo oggetto con gli esemplari immagazzinati di mobili.

Nel corso del tempo, invece, iniziamo ad impiegare un’altra strategia, ovvero la verifica delle ipotesi. Esaminiamo gli esemplari conosciuti di un concetto, ricercando le caratteristiche abbastanza comuni tra loro(ad esempio, molti mobili si trovano negli spazi abitabili), e ipotizziamo che queste qualità comuni siano quelle che caratterizzano il concetto.

 

 Bibliografia:
 Atkinson & Hilgards’s, Introduzione alla psicologia, Piccin Nuova Libraria, Padova, 2011.
 Gangemi A. Antonietti A. Fabio, R.A. Manuale di psicologia del pensiero, Il Mulino, Bologna, 2022.