Le neurodivergenze: il disturbo dello spettro dell’autismo di Diego Vian

L’articolo di questa settimana del nostro psicologo e psicoterapeuta, Diego Vian, ha per titolo Le neurodivergenze: il disturbo dello spettro dell’autismo

I temi principali relativi all’età evolutiva fa riferimento alle neurodivergenze, ovvero un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo.

I disturbi si manifestano tipicamente nelle prime fasi dello sviluppo, spesso prima che il bambino inizi la scuola elementare. Sono caratterizzati da deficit dello sviluppo che causa una compromissione del funzionamento personale, sociale, scolastico lavorativo.

La disabilità intellettiva, a sua volta si presenta come un deficit delle capacità mentali generali, quali il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l’apprendimento scolastico e l’apprendimento dell’esperienza.

Il disturbo dello spettro dell’autismo – Il caso

E’ in questa cornice teorica e si inserisce il disturbo dello spettro dell’autismo, di cui è affetto N. un bambino di 5 anni, i cui genitori hanno ricevuto la diagnosi quando il loro figlio aveva 3 anni.

Da quel momento si sono attivati, affinché al loro figlio fossero riconosciute tutte le cure necessarie per sostenerlo nel suo percorso di crescita.

Criteri del DSM 5

Come per i casi di autismo diagnosticati, anche per N. la neuropsichiatria ha stabilito la dimensione patologica del bambino, partendo dai criteri del DSM 5:

  1. Deficit della reciprocità socio emotiva,. Ad esempio, un approccio sociale anomalo e fallimento della normale reciprocità della conversazione; a una ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti; all’incapacità di dare inizio o di rispondere a interazioni sociali.
  2. Deficit dei comportamenti comunicativi non verbali utilizzati per l’interazione sociale, che vanno per esempio, dalla comunicazione verbale e non verbale scarsamente integrata; ad anomalie del contatto visivo e del linguaggio del corpo o deficit della comprensione e dell’uso dei gesti; ha una totale mancanza di espressività facciale o di comunicazione non verbale.
  3. Deficit dello sviluppo, della gestione della comprensione delle relazioni, che vanno, per esempio dalle difficoltà di adattare il comportamento per adeguarsi ai diversi contesti sociali; alle difficoltà di condividere il gioco di immaginazione o di fare amicizia; all’assenza di interesse verso i coetanei.
  4. Un pattern di comportamento, interessi o attività ristretti, ripetitivi, manifestati da almeno due dei seguenti fattori, presenti attualmente o nel passato:
  • Movimenti, uso degli oggetti o eloquio stereotipati o ripetitivi
  • Aderenza alla routine priva di flessibilità o rituali di comportamento verbale o non verbale(ad esempio estremo disagio davanti a piccoli cambiamenti, schemi di pensiero rigidi, saluti rituali, necessità di percorrere la strada o mangiare lo stesso cibo ogni giorno)
  • interessi molto limitati, visti che sono anomali per intensità o profondità( ad esempio forte attaccamento o preoccupazione nei confronti di oggetti insoliti interessi eccessivamente circoscritti o perseverativi)
  • iper o iporeattività in risposta stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente(ad esempio apparente indifferenza a dolore/temperatura, reazione di avversione nei confronti di suono o consistenze tattili specifici, annusare o toccare oggetti in modo eccessivo essere affascinati da luce o da movimenti.

Ruoli genetico-ereditari

Tra le cause da identificare nello sviluppo del disturbo dello spettro dell’autismo, un ruolo importante è giocato da fattori genetici. In circa l’80, 90% dei casi è possibile risalire a fattori ereditari, Essere colpiti sono le persone di sesso maschile.

La prevalenza è pressoché simile in paesi con diverse condizioni socioeconomiche.

Alcune ricerche hanno mostrato che le persone con autismo presentano una ridotta sensibilità a volti mostrati normalmente o invertiti, una risposta anomala dello sguardo, una lateralizzazione emisferica anomale e un’elaborazione percettiva anomala di stimoli visivi ed uditivi.

Altri studi, condotti sul piano anatomico, hanno confermato l’aumento del volume del sistema nervoso centrale, mentre a livello biologico sono state osservate delle differenze tra individui con essenza disturbi dello spettro dell’autismo; uno dei dati maggiormente replicato consiste nella presenza di un aumento di serotonina nelle piastrine nel 25-30% dei casi, e una possibile disregolazione della sintesi della serotonina.

Sintomi

Sul piano psicologico, i sintomi sono solitamente riconoscibili dopo due anni (Yirmiya & Charman, 2010) e possono interessare l’intero arco di vita e la difficoltà di una vita autonoma e indipendente, soprattutto se il disturbo è collegato a disabilità intellettiva.

La sfera che risulta più compromessa riguarda quella delle relazioni con gli altri, che si manifesta con gravi difficoltà di socializzazione, soprattutto nella capacità di instaurare rapporti di amicizia o di chiedere conforto a persone familiari.

Il contesto familiare

E di contesto familiare è il primo ad essere coinvolto nella patologia del figlio con disturbo dello spettro dell’autismo.

Anche i genitori di N. Si trovano spesso a dover affrontare episodio di auto o etero aggressività, reazioni emotive esagerate è difficilmente comprensibili che possono essere innescate dalla presenza di stimoli visivi o sonori.

Come altri bambini autistici, anche N. Ha difficoltà ad interagire con gli altri, i genitori compresi e scarsa empatia, che possono innescare: sentimenti di rifiuto verso il bambino che non risponde alle manifestazioni di affetto del genitore e senso di colpa.

Per i genitori di N. la preoccupazione principale è indirizzata al futuro del figlio e dei suoi fratelli, temendo che saranno questi ultimi a doversi fare carico del fratello, quando loro non cui saranno più.

Una preoccupazione legittima, che non li distoglie dalla loro attenzione verso il figlio problematico e l’impegno nel garantirgli un futuro dignitoso.

E tra le iniziative che i genitori di N. hanno accolto, è l’invio del figlio ad una scuola di musica, per apprendere l’uso di uno strumento. N. è ancora piccolo e ha ancora molto tempo davanti a sé. La musica potrà essere una terapia efficace.

Bibliografia
DSM 5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina Ed. Milano, 2014
Arduino M. A. e Valeri G. Linee guida per l’autismo in età evolutiva. Dalle raccomandazioni ai percorsi diagnostici terapeutici, assistenziali e educativi, Erikson, Trento, 2026