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La coherence Therapy di Bruce Ecker, Diego Vian

Nella rosa dei modelli psicoterapeutici di cui i professionisti dispongono, uno dei più recenti è stato messo a punto, tra gli altri, da uno studioso statunitense, Bruce Egger, cofondatore della Coherence Therapy (terapia della coerenza).

Uno dei presupposti di base di tale modello deriva dagli studi neuroscientifici e dalla plasticità neuronale in grado di condurre al riconsolidamento della memoria, che quando messo in atto da una serie di esperienze, sblocca le sinapsi di un dato apprendimento emotivo, facendo in modo che venga cancellato ed annullato da un nuovo apprendimento; un nuovo apprendimento crea sempre nuovi circuiti neurali, ma è solo quando il nuovo apprendimento determina anche la disconnessione del vecchio apprendimento che si verifica un cambiamento trasformativo, e questo è esattamente ciò che realizza il processo di riconsolidamento terapeutico.

La memoria emotiva

E’ da questa premessa che si inserisce il concetto di memoria emotiva o apprendimento emotivo, ovvero un modello mentale costruito di come funziona il mondo; un modello o schema che rappresenta la generalizzazione attraverso cui si attribuisce un significato individuale ai ciò che viene percepito ed immagazzinato nell’apparato emotivo.

Ecco allora che la memoria emotiva trasforma il passato in un’aspettativa del futuro, al di fuori della consapevolezza, e questo ha sia aspetti positivi che negativi; positivi, in quanto ci affidiamo ogni giorno alla memoria emotiva implicita ( di cui non abbiamo consapevolezza ) per gestire rapidamente tutti i tipi di situazioni (ad es. accendere la luce); è anche una maledizione, perché la memoria emotiva fa in modo che le peggiori esperienze del nostro passato persistano come realtà emotive vissute nel presente e nel nostro senso di futuro.

L’apprendimento emotivo

La ricerca, in effetti, ha stabilito che gli apprendimenti accompagnati da una forte emozione formano circuiti neurali nella memoria implicita che sono particolarmente durevoli.

Ed è con l’apprendimento emotivo inconscio, che i professionisti della salute devono fare i conti giornalmente, e che si declina nei diversi stili di attaccamento, pesi emotivi irrisolti, ricordi traumatici, comportamenti compulsivi e risposte emotive in risposte a stimoli esterni o interni.

Questi fenomeni possono manifestarsi come attacchi di panico e d’ansia, depressione acuta e cronica, rabbia, inibizione sessuale, paura dell’intimità, sintomi di stress post-traumatico come ipervigilanza o evitamento compulsivo.

E se un tempo si pensava che la memoria emotiva fosse una sorte di prigione psicologica da cui non si poteva evadere, ora le neuroscienze hanno stabilito che la memoria emotiva può essere sbloccata e riconsolidata.

Il processo

Il processo, tuttavia, non può prescindere dalla riattivazione del ricordo, affinché lo stesso possa essere sostituito da un nuovo apprendimento. Il secondo passo necessario è una percezione o esperienza che non corrisponda al ricordo originario, una novità in totale contraddizione con il ricordo originario.

Di seguito il processo:

  • Riattivazione. Ri-attivare/ri-evocare il ricordo attraverso la presentazione di segnali rilevanti o contesti che appartengono all’apprendimento originale;
  • Mancata corrispondenza/sblocco. Creare un’esperienza significativamente in contrasto con il modello dell’apprendimento originario. Questo passaggio sblocca le sinapsi e rende i circuiti della memoria più labili, cioè suscettibili di essere aggiornati dal nuovo apprendimento.
  • Cancellazione o revisione attraverso nuovi apprendimenti. Creare una nuova esperienza di apprendimento che contraddica o integri il ricordo originario. In questa fase il nuovo apprendimento deve essere sentito come decisamente reale per la persona in base alla propria esperienza di vita. In altre parole, l’apprendimento deve essere di tipo esperienziale.

Il riconsolidamento 

Il processo testé esposto conduce al cambiamento trasformativo attraverso il processo di riconsolidamento terapeutico; il vecchio apprendimento viene sostituito dal nuovo apprendimento attraverso il processo neurologico di riconsolidamento della memoria.

Sia la ricerca sul riconsolidamento che l’esperienza clinica hanno dimostrato che il cervello è sempre pronto ad aggiornare e cancellare gli apprendimenti esistenti attraverso il processo di riconsolidamento terapeutico.

Una volta che si è verificato, il cambiamento profondo viene mantenuto senza sforzo, perché il vecchio apprendimento non esiste più.

Principio centrale della Coherence Terapy

Questo consente di delineare il principio centrale della Coherence Therapy, ovvero gli apprendimenti emotivi originano più sintomi di quanto non sia generalmente riconosciuto, e che i sintomi legati all’apprendimento esistono esclusivamente in quanto adattivamente e obbligatoriamente necessari per ottenere benessere o giustizia.

In sostanza una memoria emotiva mette in atta dei comportamenti, dei pensieri e delle percezioni che rispondono alla portata emotiva della memoria stessa e, come nei casi di disturbo ossessivo-compulsivo, i pensieri intrusivi e i relativi movimenti emotivi mettono in azione degli agiti “coerenti” in grado di rispondere alla forza d’urto di tali pensieri ed arginarne l’intensità emotiva.

Si tratta di un’operazione protettiva che aiuta la persona ad affrontare il disturbo psichico di cui soffre.

E, riepilogando quanto finora detto, un apprendimento può essere appreso ed disappreso sia per le memorie funzionali che disfunzionali, poiché il cervello umano dispone del tratto caratteristico della plasticità, capace di cancellare dalla memoria un apprendimento emotivo consolidato attraverso la riscrittura e la sostituzione tramite un nuovo apprendimento.

L’approccio della Coherence Therapy non è l’unico approccio che riconosce che riconosce che i comportamenti, stati d’animo e pensieri sintomatici possono essere un’espressione coerente di apprendimenti emotivi inconsci. Sono diversi i modelli terapeutici che accolgono tale principio, tra questi la psicoanalisi ed il modello transazionale e, come ebbe ad osservare C. G. Jung, vale per tutti il principio che “Non possiamo cambiare nulla finché non lo accettiamo. La condanna non libera, opprime.

Bibliografia
Ecker B. Tic R. Hulley L. Bloccare il cervello emotivo, Franco Angeli Ed. Milano, 2012
Gazzaniga M. Il cervello Sociale, Giunti Editore, Firenze, 1994