la motivazione

La motivazione – di Diego Vian

Per motivazione si intende una condizione che determina la direzione e l’intensità del comportamento, sperimentata soggettivamente come un desiderio: avere fame, sete. fare l’amore.

La maggior parte di noi si può scegliere di esplicitare i propri desideri oppure no, possiamo costringerci a trascurare quello che desideriamo, e fare cose che non vorremmo fare. Forse siamo anche in grado di scegliere volontariamente di non pensare ai desideri che ci siamo rifiutati di soddisfare. Ma è molto più difficile, forse impossibile, controllare le nostre motivazioni in modo diretto.

Quando abbiamo fame è difficile non desiderare il cibo, quando abbiamo caldo e sete, non possiamo impedirci di desiderare di uscire all’aria fresca o di bere qualcosa di freddo.

La scelta consapevole sembra essere più conseguenza che la causa dei nostri Stati motivazionali.

Le cause delle motivazioni

Quindi, cos’è che controlla le motivazioni se non si tratta di scelte razionali? Le cause delle motivazioni spaziano da fenomeni fisiologici che hanno luogo all’interno del cervello e dell’organismo in generale, alla cultura e alle interazioni con gli individui che ci circondano.

Come premessa generale le motivazioni derivano in larga parte dalla nostra genetica, e rivelano principi generali su come la motivazione e la ricompensa intervengono a guidare il comportamento.

Per le motivazioni di base come il sesso, gli psicologi hanno tradizionalmente operato una distinzione tra due tipi teorie della motivazione.

  1. teorie pulsionali che pongono l’accento sul ruolo dei fattori interni sulla motivazione. Alcune pulsioni interne, come quelle collegate alla fame e alla sete, riflettono bisogni fisiologici di base. Per motivazioni come il sesso e l’aggressività, i fattori pulsionali sembrano essere meno legati ai bisogni strettamente fisiologici. Il bisogno di aggredire un altro è sentito in modo uguale a quello di mangiare o di bere? Gli esperti, tuttavia, sostengono che l’aggressività e il sesso mostrino aspetti pulsionali, sia perché spesso fattori interni, come lo stato ormonale, appaiono importanti, sia perché tali motivazioni si possono essere evolute originariamente per soddisfare bisogni ancestrali fondamentali.

2. teorie da incentivazione, che si concentrano sul ruolo motivazionale degli eventi esterni o degli oggetti del desiderio. Cibo, bevande, partner sessuali, bersagli dei nostri attacchi relazioni sociali, stima soldi, ricompense da successo: tutti questi sono incentivi. In altre parole, gli incentivi sono gli oggetti della motivazione.

Alcuni incentivi sono definiti rinforzi primari in grado di agire come ricompensa indipendentemente dall’apprendimento precedente; per esempio un sapore dolce o una sensazione sessuale possono risultare piacevoli già la prima volta che vengono provati. Altri incentivi rappresentano rinforzi secondari, il che significa che hanno ottenuto almeno in parte il loro ruolo di rinforzo tramite l’apprendimento delle loro relazioni con altri eventi. Per esempio, il denaro e un buon livello di scolarizzazione possono essere degli incentivi efficaci sulla base dell’esperienza culturale che abbiamo di essi, e del successo e status sociale che rappresentano.

E qual è lo scopo delle motivazioni?

La nostra vita dipende dal mantenere inalterate certe cose. Se la temperatura del cervello dovesse cambiare anche di poco, rischieremmo rapidamente di perdere conoscenza. E se la percentuale di acqua del nostro corpo dovesse aumentare o diminuire anche di poco, il cervello e il corpo potrebbero smettere di funzionare e si rischierebbe il decesso. Per questa ragione è possibile affermare che buona parte delle motivazioni di base sono finalizzate a mantenere l’equilibrio interno. Allo scopo di tenere il nostro mondo interno entro gli stretti confini della sopravvivenza fisiologica disponiamo di processi di controllo attivi finalizzati al mantenimento dell’omeostasi, cioè di uno stato interno costante (homeo significa “uguale” e stasis significa “statico” o “costante”). Un processo di controllo omeostatico è un sistema che opera attivamente per mantenere uno stato costante, ovvero l’omeostasi.

I processi di controllo omeostatico possono essere psicologici fisiologici o meccanici. Un esempio familiare è il termostato che mette in funzione la caldaia o il condizionatore d’aria. I termostati sono progettati per mantenere l’omeostasi termica. Quando regolate il termostato ad una temperatura particolare, quella temperatura rappresenta il valore prestabilito a un punto di equilibrio. Il punto di equilibrio è il valore che il sistema omeostatico cerca di mantenere.

Tra gli studiosi della motivazione, Abraham Maslow (1908-1970), psicologo statunitense, indirizza la motivazione sui bisogni fondamentali che ogni essere umano esprime per garantirsi la sopravvivenza. Dagli studi eseguiti, Maslow struttura la piramide dei bisogni all’interno della quale sono posizionati in ordine gerarchico i diversi bisogni. Si parte dai bisogni primari per giungere al bisogno della realizzazione di sé, passando per i vari stadi che consentono la progressione solo una volta soddisfatti quelli precedenti. Nello specifico, secondo Abraham Maslow, solo dopo aver appagato i bisogni elementari l’individuo riesce ad esprimere esigenze di livello superiore. Di seguito i diversi bisogni:

I bisogni fisiologici; es. alimentazione e riproduzione

I bisogni di sicurezza, es. protezione, libertà dalla paura

Il bisogno di appartenenza, es. affetto e amore

Il bisogno di stima, es. riconoscimento sociale, successo.

 

Bibliografia:

Atkinson & Hilgard’s, Introduzione alla psicologia, Piccin, 2014

Dyer W. Le vostre zone erronee, Rizzoli, 2012

Seling R. Le persone sensibili hanno una marcia in più, Feltrinelli, 2013