In questo articolo Diego Vian, nostro socio e responsabile delegazione regione Veneto, psicologo e psicoterapeuta analizza il disturbo dipendente di personalità
Il caso pratico
Quello di E. è un caso di una persona che si presenta in terapia sostenendo la sua incapacità di prendere delle decisioni, o di temere di prendere delle decisioni sbagliate.
Per questa ragione si affida sempre alle decisioni dei genitori o dei fratelli maggiori. Questo lo rassicura e lo mette nella condizione di scansare il pericolo di nutrire sensi di colpa o vergogna per azioni o scelte in grado di decidere del suo futuro e del suo benessere.
Situazione familiare
Figlio di un ingegnere elettronico e di una docente di storia dell’arte, E. nutre sin da bambino un forte interesse o forse anche un’autentica passione per i lavori manuali, in primis la pasticceria.
Una passione contrastata dai genitori che derubricano il comportamento del figlio ad un mero condizionamento social-mediatico, indifferenti alla reale capacità del figlio nel dare forma artistica agli ingredienti utilizzati per la preparazione di dolci e torte.
“Anche per la scelta delle scuole superiori hanno sempre deciso loro. Tutto sommato il liceo classico mi è piaciuto. Mi volevano avvocato o commercialista. Alla fine, ho fatto giurisprudenza per non deluderli, e perché so che mi sanno consigliare sempre per il meglio. Io comunque continuo a fare dolci e torte”.
Queste poche righe sono sufficienti per delineare una struttura di personalità dipendente, che nel caso di E. sta esitando in forme ansiose per la difficoltà di non poter esprimere al meglio le sue capacità creative.
Caratteristiche del disturbo dipendente di personalità
Il disturbo di personalità di tipo dipendente è caratterizzato da una necessità pervasiva ed eccessiva di essere accuditi e determina comportamento sottomesso e dipendente, e timore della separazione che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti.
Elementi di riconoscibilità
- ha difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza un’eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni da parte degli altri:
- ha bisogno che altri si assumano la responsabilità per la maggior parte del settore della sua vita;
- ha difficoltà a esprimere disaccordo verso gli altri per timore di perdere supporto o approvazione;
- ha difficoltà a iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione o di energia);
- può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento supporto da altri fino al punto di aprirsi dei compiti spiacevoli;
- si sente a disagio o indifeso quando è solo a causa dell’esagerato timore di essere incapace di prendersi cura di te;
- quando termina una relazione intima cerca con urgenza un’altra relazione come fonte di accudimento e di supporto;
- si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato o prendersi cura di sé.
Nel caso di E. è possibile inferire la presenza del disturbo di personalità di tipo dipendente, nella misura in cui sono presenti molti dei tratti testé esposti.
Al di là delle scelte di vita, E. sente il bisogno di essere accudito, che manifesta nel sentirsi al sicuro quando i suoi genitori lo sostengono economicamente, o nelle azioni più comuni, come il la preparazione della frutta porzionata, a cui provvede sua madre tutti i giorni per la colazione.
Tutte azioni che esorcizzano il suo timore di essere abbondonato, e di dover sopportare la perdita di una fidanzata, disillusa dal poter vivere una relazione con lui più solida e adulta.
Le difficoltà relazionali
La difficoltà di instaurare relazioni mature, porta la persona dipendente a sentirsi inadeguata, a dubitare delle sue capacità, ad autosvalutarsi e autosabotarsi; situazione in cui si ritrova E. quando non ottiene l’approvazione dei suoi genitori e dei suoi fratelli, che lo mette nella condizione di ritenere fondate le opinioni negative su se stesso, e di temere la perdita della protezione da parte dei suoi familiari.
A questo si aggiunge il suo non vedersi adeguato nel ruolo di avvocato, dal momento che tale professione lo metterebbe nelle condizioni di dover scegliere, e di assumersi la responsabilità anche per altri, o di doversi confrontare con altri professionisti in grado di minare il suo senso di sicurezza, che solo le persone della sua cerchia familiare sono in grado di dargli.
Queste le ragioni di base che hanno indotto i genitori di E. ad avviarlo ad un percorso psicoterapico, dal momento che hanno notato nel figlio comportamenti eccessivamente ansiosi, che molto spesso sfociano in attacchi di panico e gli vietano anche di uscire di casa.
Una decisione, la loro, che non ha trovato opposizione nel figlio, che ha accettato incondizionatamente la scelta dei genitori, certo che anche in questo caso, si stessero prendendo cura di lui.
Egosintonia
Uno degli aspetti da mettere in evidenza del disturbo di personalità dipendente, è relativo al concetto di egosintonia, riscontrabile anche in altri disturbi della personalità.
In altre parole, il comportamento egosintonico consente alla persona di accettare positivamente la sua posizione dipendente, e in molte situazioni agire, affinché tale condizione non subisca variazioni.
Il ricatto morale agito verso gli altri, ad esempio, si manifesta con espressioni e comportamenti che mirano a generare nell’altro senso di colpa e vergogna, con lo scopo di non farlo allontanare.
In fine è opportuno operare una distinzione tra un comportamento dipendente inappropriato, come quello di E. e un comportamento dipendete appropriato.
Il secondo si concretizza in situazioni patologiche che mettono la persona nelle condizioni di doversi affidare alle cure dell’altro, come nel caso degli anziani o delle persone con difficoltà motorie.
La dipendenza dall’altro non è riferibile ad una struttura di personalità, bensì ad una condizione forzata che mette la persona nella cogenza di dover farsi accudire da altri.
DSM 5, Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
Gazzillo F. I sabotatori interni, Raffaello Cortine Editore, Milano, 2012.
