il disturbo schizoide

Il disturbo schizoide di personalità, Diego Vian

Esaminiamo un caso reale di disturbo schizoide di personalità.

L. è un uomo di 50 anni, separato, ha un figlio di 20 anni, vive con la sua compagna che definisce più una coinquilina che una compagna. Sostiene di amarla, di ritenerla una persona molto importante, e di delegare molto spesso le decisioni a lei, perché più precisa, sicura e determinata.

Con il figlio ha un buon rapporto, per quanto le occasioni di interazione tra i due uomini sono esigue. Il figlio vive con la madre in un’altra città, studia e tutto sommato è indipendente dal punto di vista economico.

L. ha un’attività in proprio, fa il tornitore, non ha dipendenti e trascorre le sue giornate all’interno della sua piccola officina, collegata all’abitazione. Un luogo che lui stesso definisce sicuro, protettivo, dove oltre a lui non c’è nessuno, e la sua unica compagnia sono gli strumenti di lavoro ed il rumore da essi generato, quando sono in azione. Non solleva mai la mancanza di un collega di lavoro, e quando ha avuto modo di lavorare con altre persone, spesso si sentiva in difficoltà e cercava di limitare al massimo le interazioni, tranne in quelle circostanze dettate dalla necessità di un confronto tra colleghi, per poter gestire correttamente i lavori da consegnare ai clienti.

I tratti

I tratti testé evidenziati mettono in luce la personalità schizoide di L, che, spinto dalla compagna, ha deciso di ricorrere alla psicoterapia, dal momento che la compagna stessa si lamentava della scarsità relazionale con L, sia per le dinamiche di coppia, compresa la sessualità, che per le situazioni legate alla routine socio-abitativa, quali le spese o il pagamento delle bollette.

Dal punto di vista clinico, il disturbo schizoide di personalità non è frequente nella totalità dei casi psicopatologici trattati in ambito psichiatrico e psicoterapeutico. Tuttavia, tale disturbo si può presentare negli ambienti terapeutici e richiedere tempi di trattamento spesso molto lunghi.

Abitualmente la patologia schizoide può manifestarsi per la prima volta nell’infanzia e nell’adolescenza con una tendenza alla solitudine scarse relazioni con i coetanei e rendimento scolastico inadeguato, che contraddistinguono questi bambini o adolescenti come diversi e li rendono soggetti a derisione.

Da qui è possibile inferire come le caratteristiche essenziali del disturbo schizoide siano un pattern pervasivo di distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di espressioni emotive in situazioni interpersonali, vissute nei più svariati contesti.

Il disturbo schizoide

Di seguito gli elementi indicati dal DSM5 che possono indicare la presenza di un disturbo schizoide:

  • non desidera né prova piacere nelle relazioni affettive, incluso il far parte di una famiglia;
  • quasi sempre scegli attività individuali;
  • dimostra poco o nessun interesse di avere esperienze sessuali con un’altra persona;
  • prova piacere in poche o nessuna attività;
  • non ha nemici stretti o confidenti eccetto i parenti di primo grado;
  • sembra indifferente all’odio o alle critiche degli altri;
  • mostra freddezza emotiva distacco o affettività piatta 1

Reazioni

Persone come L. possono avere una particolare difficoltà nell’esprimere rabbia anche in risposta ad una provocazione diretta e ciò contribuisce a dare l’impressione che manchino di emozioni.

Le loro vite talvolta appaiono senza una direzione e possono sembrare estraniarsi dai loro obiettivi. Tali persone spesso reagiscono passivamente alle circostanze avverse e hanno difficoltà a rispondere appropriatamente a eventi importanti della vita.

Per la mancanza di attitudini sociali e di desiderio per le esperienze sessuali, gli individui con questo disturbo hanno poche amicizie, raramente hanno relazioni sentimentali e spesso non si sposano.

Anche nel contesto lavorativo il loro funzionamento può essere compromesso, particolarmente se è richiesto un coinvolgimento interpersonale, mentre evidenziano un buon funzionamento lavorativo in condizioni di isolamento sociale.

L. in effetti è molto apprezzato dai suoi clienti e dalle persone che gli riconoscono la precisione del suo lavoro, per quanto questo lo lasci indifferente.

Stress e fattori scatenanti

Un altro aspetto legato al disturbo schizoide di personalità è legato alla risposta allo stress che può esitare in episodi psicotici molto brevi (che durano da pochi minuti a qualche ora).

In alcuni casi il disturbo schizoide di personalità può risultare l’antecedente premorboso del disturbo delirante o della schizofrenia, o condurre la persona a sviluppare un disturbo depressivo maggiore.

Tre fattori scatenanti il disturbo di personalità schizoide non possono essere esclusi aspetti genetici, legati quindi al contesto familiare e al background culturale.

Molte delle caratteristiche in grado di designare il disturbo di personalità schizoide vengono spesso riscontrate nelle persone di altre culture, ovvero immigrate da altri contesti socioculturali. Per questa ragione, molto spesso, gli immigrati da altri paesi vengono talvolta percepiti come freddi ostili o indifferenti.

Nel caso di L, la sua struttura di personalità schizoide ha trovato terreno fertile nel contesto relazionale con i suoi genitori, dove si consolidò, e lo portarono ad avvertire la necessità di proteggersi da una madre spesso dispotica, perfezionista e da un padre con scarse abilità comunicative. L. stesso confessa che anche da ragazzino si sentiva al sicuro quando si trovava richiuso nella sua camera da letto, che non condivideva con nessuno. A scuola le amicizie erano poche, e gradualmente nel tempo si sciolsero, per quanto i suoi compagni lo cercassero e non ci fossero ostilità in grado di giustificare la fine di un’amicizia.

 

1 Per essere diagnosticato il disturbo di personalità schizoide devono essere presenti quattro o più degli elementi evidenziati.

Bibliografia
DSM 5, Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
Fiore S. E. Giusti, La personalità schizoide, Armando Editore, Roma, 2022.