Nel disturbo della personalità borderline il termine borderline e viene adottato per indicare il confine tra nevrosi e psicosi, quella linea nella quale collocare i pazienti che non sarebbero potuti rientrare completamente né nell’area psicotica né in quella nevrotica.
In una battuta, potremmo affermare che il termine borderline abbia la sua origine proprio nel concetto di limite della nosografia psichiatrica.
Prima di elencare i dettagli relativi alla personalità borderline, vorrei introdurre questo argomento avvalendomi di un caso clinico che sto seguendo.
Per ovvie ragioni il nome della persona interessata non corrisponderà a quello reale.
Il caso
Catia è una donna di cinquant’anni, madre di tre figli, divorziata dal primo marito e vedova del secondo.
Diverse le storie sentimentali che ha intrattenuto e che mettono in evidenza la promiscuità sessuale, che sin dall’adolescenza ha caratterizzato il suo approccio con il genere maschile.
Dopo vari tentavi è riuscita a liberarsi dalla dipendenza dall’alcool, per quanto la sua instabilità emotiva e la paura dell’abbandono siano ancora oggetto di disagi e comportamenti disfunzionali, quali gesti impulsivi ed aggressivi.
Nel corso del tempo, Catia ha preso consapevolezza che molti dei sintomi sopraelencati appartenevano alla sua realtà quotidiana, e che derivavano dalla mancanza di una di una relazione significativa di accudimento e di supporto.
Catia in effetti è figlia di una madre abbandonica e di un padre abusante.
Criteri nel DSM5
Questa premessa mi permette di elencare i criteri diagnostici presenti nel DSM 5, che contraddistinguono il disturbo di personalità borderline, connotato da instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore, nonché una marcata impulsività, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in vari contesti, come indicato da 5 o più dei seguenti elementi:
- sforzi disperati per evitare un reale o immaginario abbandono;
- relazioni interpersonali instabili e intense caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione;
- alterazione dell’identità: immagine di sé o percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile;
- impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, ad esempio spese sconsiderate, sesso promiscuo, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate;
- ricorrenti comportamenti gesti o minacce suicidari, nonché comportamento auto mutilante;
- instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore;
- sentimenti cronici di vuoto;
- rabbia inappropriata intensa o difficoltà a controllare la rabbia come gli eccessi fiera ricorrenti scontri fisici rabbia costante;
- ideazione paranoide e transitoria associata allo stress o gravi sintomi dissociativi.
Sintomi e comportamenti
Le persone con disturbo borderline possono assumere comportamenti di boicottaggio di se stessi, nel momento in cui l’obiettivo è sul punto di essere realizzato, come ad esempio ritirarsi da scuola o distruggere una buona relazione proprio quando è chiaro che potrebbe durare.
Alcuni individui sviluppano sintomi vicini alla psicosi, per esempio allucinazioni, distorsioni dell’immagine corporea, idee di riferimento, durante periodi di stress intenso.
Sono inoltre persone molto sensibili alla minima critica all’idea di poter essere controllati o alla sola sensazione di essere stati giudicati negativamente.
Appaiono quindi molto permalosi, e anche a causa dell’intensa reattività dell’umore, già descritta in precedenza, potrebbero reagire in modo aggressivo modificando la percezione di sé degli altri, oppure sentendosi rifiutati svalutati o abbandonati.
In genere rimandano all’altro la responsabilità delle loro reazioni, le quali vengono vissute come normali rispetto all’idea di essere stati provocati, giudicati, trattati come pazzi inferiori maltrattati, o comunque di aver subito un torto senza che questo sia obiettivamente evidente o senza intenzioni malevole da parte degli altri.
E qui si collegano anche sentimenti di gelosia, che in alcune situazioni potrebbero dare forma ad un vero e proprio delirio.
Le scenate di gelosie potrebbero non limitarsi alla sola manifestazione tra i soggetti coinvolti nella relazione; in alcune occasioni le scenate potrebbero essere messe in atto anche in presenza di altri e in situazioni pubbliche.
Spesso il partner di un soggetto con disturbo borderline si trova a vivere un vero calvario legato al controllo; in diversi casi ciò ha portato anche a diffide, segnalazioni e denunce.
Comportamenti come urlare e piangere disperatamente fare scenate anche in pubblico, minacciare il suicidio battere fortemente i pugni in testa, lamentarsi in modo continuo, allontanarsi da situazioni sociali in modo vistoso e altre manifestazioni emotive, anche agite con una certa teatralità, potrebbero essere utilizzati per ottenere un immediato riscontro in termini di attenzione e interesse accudimento, o comunque per avere la sensazione di controllo sull’altra persona o su un gruppo.
Caratteristiche
Una persona borderline può essere riconosciuta, nella misura in cui può apparire molto affascinante con atteggiamenti seduttivi, stimolando nell’altro sensazione di eccitazione e curiosità.
Appare quindi come una persona particolare e anche profonda, a volte ricca di interessi culturali.
E non è affatto infrequente che possa esprimere delle doti artistiche in diversi settori dall’arte visiva alla musica fino alle arti performative. Inoltre, il disturbo non intacca le capacità intellettive.
Quindi la persona borderline appare completamente normale da questo punto di vista, e manifestare anche una spiccata intelligenza.
