Quello della memoria è uno dei temi di cui da sempre la scienza si occupa e che condiziona noi essere umani nello scorrere della nostra vita e dei tanti eventi che la costellano.
In altre parole, la memoria è la capacità mentale più importante che l’essere umano possiede e che si pone alla base di quasi tutte le decisioni che prendiamo, oltre ad essere motivo di forte debilitazione per coloro che, per varie ragioni, la perdono, emarginandosi spesso dal contesto sociale in cui vivono: i malati di Alzheimer ne sono una testimonianza.
A proposito della memoria
La psicologia pone tre distinzioni fondamentali a proposito della memoria:
- la prima riguarda i tre stadi della memoria, ovvero codifica, immagazzinamento e recupero;
- la seconda è relativa ai differenti tipi di memoria per immagazzinare le informazioni per periodi brevi e lunghi;
- la terza riguarda i diversi tipi di memoria usati per immagazzinare diversi tipi di informazione (per esempio, un sistema per i fatti e un altro per le abilità).
Dapprima codifica il processo, che trasforma un input fisico (ad esempio le onde sonore di un colloquio con altre persone), in una rappresentazione mentale che la memoria accoglie.
Successivamente questa rappresentazione viene conservata (stadio di immagazzinamento ), ed uno stimolo è in grado di recuperarla dal deposito (stadio di recupero ).
Agli stadi della memoria fanno seguito i magazzini di memoria, secondo la teoria di Richard Atkinson e Richard Shiffrin. Il magazzino di memoria sensoriale, che si struttura da un’informazione proveniente dall’ambiente e fa riferimento ad un determinato organo di senso, e a tutte le informazioni che colpiscono quel determinato organo.
Memoria a breve e a lungo termine
Alla memoria sensoriale si collega la memoria a breve termine, dove l’informazione è facilmente accessibile e può essere utilizzata come base per prendere decisioni o eseguire compiti nell’arco di secondi (ad esempio, quale strumento afferrare per eseguire un determinato lavoro).
La memoria a breve termine decade rapidamente e per consolidarla dev’essere ripetuta.
E’ grazie alla ripetizione che le informazioni possono essere riprodotte e da qui gradualmente transitare nel magazzino a lungo termine, ovvero il vasto deposito in cui si mantengono tutte le informazioni di cui si dispone, e che in base alle attuali scoperte dei ricercatori, ha una capienza illimitata.
La memoria a lungo termine inoltre è in grado di mantenere le informazioni per giorni, anni o decenni, e ciò implica un processo di consolidamento generato dall’ippocampo presente nel cervello umano, e all’influenza di stati emotivi che possono tradursi in ripetizioni selettive.
Memoria esplicita e implicita
La memoria si distingue ulteriormente in memoria esplicita e implicita:
- la prima permette di ricordare consciamente un evento passato che si è verificato e in un luogo ben precisi;
- la seconda permette di ricordare inconsciamente vari tipi di informazione, per esempio quella necessaria ad eseguire qualche compito fisico, come colpire una palla da calcio.
Poc’anzi ho menzionato il ruolo dell’Alzheimer come condizione patologica degenerativa che conduce alla perdita della memoria e alle conseguenze sul piano sociale e relazionale.
Tuttavia, la memoria può essere influenzata da emozioni negative che ostacolano il recupero dell’informazione. Una di queste, forse la più importante, è l’ansia che si manifesta nelle situazioni di stress.
Queste emozioni interferiscono con qualsiasi tentativo di recuperare l’informazione inerente alla domanda, e ciò potrebbe spiegare perché la memoria fallisce.
Secondo questo punto di vista, l’ansia non causa direttamente il deficit di memoria piuttosto induce pensieri estranei o si associa ad essi, e questi pensieri causano il fallimento della memoria interferendo con il processo di recupero.
Le ricerche hanno dimostrato che studenti provenienti da contesti familiari disagiati, a causa di situazioni emotive fragili, in contesti non tossici, hanno saputo e sanno rivelare ottime capacità sia intellettuali che esecutive. Questo perché i livelli di ansia di mantenevano e si mantengono a livelli più gestibili.
Ovviamente anche quello della memoria è un tema molto vasto che meriterebbe lunghe disquisizioni.
Mi limito in chiusura a menzionare brevemente la memora come processo costruttivo e ricostruttivo.
Processo costruttivo o ricostruttivo
La memoria di un evento può divergere sistematicamente dalla realtà obiettiva da cui origina, sia nel momento in cui si forma (attraverso i processi costruttivi) sia in seguito (tramite la memoria ricostruttiva). Questo ci permette introdurre la metafora di memoria come videoregistratore e di identificare alcune corrispondenze, oltre ad operare una fondamentale differenza.
Le corrispondenze:
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Si acquisisce l’informazione e si posiziona nella memoria attraverso la sensazione, la percezione e l’attenzione, nello stesso modo in cui si acquisisce l’informazione e si posiziona in un videotape attraverso una telecamera.
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L’informazione decade nel magazzino a lungo termine nello stesso modo in cui i videotape si degradano progressivamente.
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L’informazione non può essere recuperata dal magazzino a lungo termine nello stesso modo, dal momento che è difficile individuare una scena particolare contenuta in un video, specie se il video contiene molte scene e/o è passato molto tempo dall’ultima volta che quel particolare video è stato utilizzato.
Per questa ragione la memoria è un processo costruttivo e ricostruttivo, e ciò che la distingue da un videotape. La memoria umana si può avvalere di elementi intuitivi ed emotivi, cosa che il videoregistratore non può fare. Una questione, quest’ultima, che trova ampia accoglienza e considerazione nel contesto giuridico, ad esempio per l’errore di identificazione del colpevole di un reato. Di questo la cronaca nera di dà sovente testimonianza e conferma.
